Le isole eolie sono state davvero una bellissima scoperta.

Sono anni che concentriamo le nostre vacanze prettamente all’estero e mi sono resa conto di non conoscere molti posti in Italia, soprattutto isole, visto che ho passato gran parte delle mie estati nella casa di Lampedusa.

Per i 40 anni di Giacomo, mio marito, volevo un posto di mare che fosse molto affascinante, lo avevo in mente ma volevo anche un posto nuovo dove non eravamo stati.

La mia scelta è ricaduta su Panarea, un’isola delle Eolie, la più piccola, che d’inverno conta 300 abitanti.

I miei programmi erano chiari: avere una terrazza dove svegliarci al mattino e poter guardare il mare, uscire in barca e conoscere le altre isole e fare aperitivi in terrazze dove poter vedere tramonti che ti toccano il cuore.

E così è stato.

Ovviamente siamo partiti tutti e 3, le vacanze sono sempre insieme a Luna. Per noi è importantissimo che lei possa viaggiare e conoscere molti posti, perché l’esperienza che ti dà un viaggio è incredibile, ancor di più da bambino.

Partendo da Roma l’unico contro che ho riscontrato è il viaggio. Comunque è lungo, queste isole sono collegate malissimo. Sia che prendi l’aereo per Catania e poi il transfer per Milazzo e poi l’aliscafo, oppure il treno roma-napoli e poi nave per 5 ore… comunque più di mezza giornata e oltre va via per lo spostamento. Ma arrivati lì è un incanto.

Panarea è davvero una perla. Tutta bianca, e molto curata, non sai se stai in Italia o in qualche isola della Grecia, che tra l’altro conosco molto bene.

E’ piccolissima, come la volevo io, ci si muove a piedi e si mangia benissimo.

Siamo rimasti una settimana e abbiamo girato anche le altre isole, tutte tranne Filicudi e Alicudi, perché 2 giorni il mare non permetteva di raggiungerle, visto che sono anche le più lontane da Panarea.

L’isola che mi è piaciuta di meno è stata Vulcano. Arrivati si sente subito un forte odore di zolfo, visti i geyser presenti che fuoriescono dal terreno e subito vicino al porto ci sono dei posti dove fare i fanghi sulfurei con proprietà terapeutiche. Le spiagge sono nere, tra cui una molto famosa si chiama proprio la Spiaggia nera. C’è un vulcano ancora attivo, ma che emette solo fumarole, ed è meglio avvicinarsi solo con guide esperte vista la tossicità dei gas emessi.

Non mi ha particolarmente affascinata per cui siamo rimasti qui solo mezza giornata.

L’altra isola che abbiamo visitato è Lipari.

Intanto c’è da dire che è l’isola più grande delle Eolie ed è davvero graziosa, la parte che abbiamo visitato per prima è l’acropoli, detta anche la zona del Castello.
E’ la parte antica di Lipari con le vecchie mura, la cattedrale di San Bartolomeo, il museo archeologico, una bellissima vista sia della città che del mare, un piccolo anfiteatro, la necropoli greco-romana e dentro la Cattedrale non perdetevi il chiostro normanno, è incantevole e abbiamo scattato tantissime foto.

Siamo arrivati verso le 10.30 a Lipari e quando siamo saliti su al Castello eravamo solo noi 3.

Le foto infatti sono ancora più belle proprio perché avevamo tutta questa meraviglia solo per noi.

Poi siamo tornati giù per una scalinata suggestiva e abbiamo percorso una stradina tutta piena di negozietti con tantissimo artigianato locale e siciliano.

Ho fotografato diverse cose, ma le cose più particolari sono i copri lampade in macramè di cui vi ho parlato già su Facebook, le ceste, in siciliano chiamate ‘Coffe’, e un negozio di una ragazza che è un’artista che lavora la pietra dell’isola che è l’ossidiana, da cui ho comprato una collana davvero molto originale.

La stradina porta a Marina corta, che è un porticciolo sicuramente da vedere. E arrivati lì chiedete indicazioni per vedere i murales, non sono altro che 2 palazzine decorate con scene di vita quotidiana siciliana.

Abbiamo preso un tour privato anche qui per girare l’isola, un ragazzo simpaticissimo e molto disponibile, si chiama Gianfranco, a noi è stato consigliato, ma lui ci ha detto di avere una pagina su google come ‘taxi Gianfranco’, per cui se non sapete a chi rivolgervi chiamatelo.

Lipari è famosa pure per le cave di pietra nera ossidiana che Gianfranco molto carinamente ci ha regalato, e per le cave di pomice, che ora essendo Lipari patrimonio dell’Unesco ovviamente sono ormai in disuso. Andate a vedere anche le spiagge bianche date dalla pomice appunto.

Lipari, poi, è organizzatissima per le escursioni in mare, barche pronte a partire in ogni angolo, sia per il giro dell’isola che per le altre isole, diciamo che da questo punto di vista è la più organizzata delle Eolie.

Un’isola che ci ha molto colpito è stata Salina.

Le cose da vedere anche qui sono diverse, e i colori del mare bellissimi.

E’ l’isola dove hanno girato “il postino” e nella zona di Pollara potete vedere la casa originale del film di Troisi.

Andate a Malfa a fare l’aperitivo al Santa Isabel, nulla da invidiare a qualunque terrazza di Santorini, sembra proprio uno di quei locali bianchi e blu della tanto decantata isola greca, ma qui il mare vi stupirà per i colori.

Lingua è un’altra zona da non perdere, c’è questo piccolo faro, con un laghetto di acqua salmastra che confina con il mare. Se riuscite concordate il giro in questa zona verso ora di pranzo così da poter assaggiare le granite artigianali e il pane cunsato che sono famosi in tutto il mondo.

Noi abbiamo avuto la fortuna di fare un giro con un’ape blu, davvero ve lo consiglio.
Purtroppo non ricordo il nome della persona che ci ha portato a fare il tour.

Sull’ape eravamo riparati dal sole dal tendalino ma aperti lateralmente come potete vedere anche nella Board, e questo vi permette di apprezzare un qualcosa che non ho trovato nelle altre isole e che c’è rimasto impresso a livello sensoriale, il profumo intenso dell’uva.

Salina è una gran produttrice di Malvasia, la famosa Malvasia delle Lipari viene prodotta qui, ed è stupefacente il profumo inebriante che potete sentire e apprezzare in quest’isola, noi siamo rimasti molto colpiti.

Anche qui molti negozi caratteristici e ho trovato delle ceramiche bianche tipiche eoliane che mi sono piaciute molto, per cui ho comprato 2 piccole teste. Quando tornerò a Roma ve le fotograferò così mi dite se vi piacciono.

In questo viaggio mi sono appassionata alle tipiche teste di moro siciliane e alle sue molteplici funzioni. Da vaso per i fiori, a cachepot per le piante, ad altri usi.

Le mie teste, sono più piccole perché le userò a tavola, e sono molto versatili, da porta grissini a vasi per piccoli fiori, a porta posate per una cena in piedi… o chissà cos’altro.

Quando ero lì avrei comprato di tutto, sono di origini siciliana e conosco perfettamente le ceramiche tipiche ma qui ne ho trovate di diverse rispetto al solito e mi sono appassionata.

Per esempio la differenza dei classici mori siciliani colorati e la versione tutta bianca che ho comprato io sta nel fatto che la prima è la tipica ceramica di Caltagirone, mentre quelle bianche sono le ceramiche eoliane.

Infatti il bianco e il bianco e il blu (in varie sfumature) sono i colori tipici di queste isole.

Altra esperienza bellissima è l’aperitivo con cena a Ginostra, nell’isola di Stromboli, con vista del vulcano che erutta di notte dal mare.

Imperdibile direi. E’ un’escursione già pronta, per cui dovrete solo prenotarla e affidarvi.

Si può fare in barca e in gommone. Siamo partiti alle 18.30 da Panarea in barca e siamo arrivati a Ginostra, nell’isola di Stromboli circa 40 minuti dopo.

Ginostra è un paesino arroccato ai piedi del vulcano. Bisogna fare diversi scalini per salire, ma non è affatto faticoso.

Salendo ci sono 2 bar, un ristorante e un gruppo di case.

Abbiamo fatto un aperitivo incredibile al tramonto su questa piccola terrazza. Il sole, sprigiona colori bellissimi e fermarsi ad ammirare tanta bellezza della natura, mangiando un aperitivo con prodotti tipici siciliani e una bottiglia di vino bianco non ha prezzo.

Poi abbiamo fatto una passeggiata ma ci sono pochissime case e le stradine non sono illuminate per cui poi siamo andati al ristorante e alle 22 appuntamento giù alla barca per lo spettacolo più incredibile.

Ovviamente la scalinata è tutta buia, illuminata solo dalle torce dei nostri cellulari.

Siamo saliti in barca e ci siamo spostati lateralmente per vedere meglio il vulcano.

La barca aveva spento i motori, intorno solo il buio, le stelle erano milioni, e la luna illuminava il tratto di mare alle nostre spalle.

Si sentiva il rumore del mare sotto la barca e ad un certo punto un rombo sordo e lava rossa e lapilli in cima al vulcano.

Lo spettacolo è decisamente suggestivo ed emozionante.

Stai ad un passo da una natura potente, ti fai tante domande, ma la mia ricorrente è stata per quasi tutto il tempo: ma come si fa a vivere ai piedi di un vulcano che erutta ogni 10/15 minuti?
Il rombo, il tremore della terra, il calore sprigionato, i lapilli che volano ovunque, la lava…

E io mi sentivo ad un passo, nonostante fossimo in mare aperto, immersi in quel buio avvolgente ma anche inquietante.

Siamo stati lì più di un’ora ma i pensieri sono stati infiniti.
Bellissimo! Un’esperienza che farei 100…anche 1000 volte.

Tornando ogni sera a Panarea, abbiamo avuto modo di girare quasi tutti i ristoranti e le terrazze per gli aperitivi. La cena più bella è stata decisamente da Cusiritati. Il posto è incantevole, alla prenotazione chiedete il tavolo vista mare e i vostri occhi vi ringrazieranno per la tanta bellezza, cibo ottimo, soprattutto se vi piacciono i crudi, e la gentilezza di Federica, la proprietaria, ha fatto la differenza nella serata.

L’aperitivo più cool decisamente al Raya. Terrazza a 180 gradi sul mare, definita “la più bella terrazza del Mediterraneo”, buon aperitivo, buon servizio, e che dire del panorama? Non ci sono parole… Le lascio a voi quando ci andrete e mi farete sapere.

Il mio consiglio è di arrivare sul presto, intorno alle 19, così potete prendere la prima fila dato che qui non è possibile prenotare il tavolo.

Il ristorante da Pina ve lo consiglio per la ricercatezza della Mise en Place. Sono rimasta colpita. I tavoli sono tutti in pietra lavica smaltata, tutti uno diversi dall’altro e a tavola è tutto estremamente curato, dal centrino di macramè nel sottopiatto, ai fiori di buganville che mi piacciono tantissimo d’estate nei vasi etc.

Per il resto qui abbiamo mangiato bene ma alcune cose sono fin troppo elaborate, anche se la cucina è prettamente siciliana, e soprattutto l’ambiente è più freddo e formale.

Anche la terrazza del Lisca Bianca è notevole per l’aperitivo, in più qui al piano di sopra c’è un’altra bellissima terrazza che potete vedere nella Board, è la foto grande con Luna di spalle, si mangia il sushi e c’è musica tutte le sere.

Ci sono altri posti carini, ma questi meritano perché mi hanno dato quell’emozione in più, e soprattutto hanno fatto la differenza tra essere lì o altrove a festeggiare questo compleanno che era per me moto importante.

Quindi, dopo questo lungo racconto, vi dico quali sono le 3 cose da fare, per me, irrinunciabili se decidete di andare alle Eolie:

  • il giro dell’isola a Salina con tappa alla terrazza del Santa isabel, sembra di stare a Santorini, ma io l’ho trovata addirittura più bella.
  • Aperitivo al Raya di Panarea, la terrazza più bella del Mediterraneo, a 180 gradi sul mare aperto.
  • Vedere il vulcano di Stromboli che erutta di notte dalla barca in mare.

Raccontatemi la vostra esperienza alle Isole Eolie o se avete consigli da chiedermi sarò felice di rispondervi qui sul blog.

Buone vacanze e buona estate.

Viviana Grunert



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